Comunicazione del Presidente del Consiglio Comunale di Melfi, Salvatore Gubelli

Le dichiarazioni pubblicate su alcuni quotidiani locali e sui social da parte di forze politiche e movimenti rispetto al Consiglio Comunale della Città di Melfi tenutosi il giorno 6 aprile 2020, mi hanno spinto, in qualità di Presidente dell’assise consiliare, a dover intervenire per restituire una versione obiettiva dei fatti.

Non entrerò nel merito della dialettica politica che, a mio modesto parere e vista la tragica situazione che stiamo affrontando, dovrebbe avere toni e argomenti diversi, ma non posso tacere di fronte all’accusa di una convocazione “irresponsabile” del Consiglio.

Ci sono due elementi, in particolare, che devono essere discussi: il primo è una chiarificazione sulle modalità alternative di svolgimento del Consiglio comunale (ad es. in videoconferenza); l’altro riguarda la discussione dei punti all’ordine del giorno, secondo alcuni giudicati non urgenti ma di secondaria importanza.

Bisogna partire dai decreti del Consiglio dei Ministri del Governo italiano che in questi mesi si sono succeduti per affrontare l’emergenza.

Il Consiglio dei Ministri, in data 31/1/2020, ha dichiarato lo stato di emergenza sul territorio nazionale per sei mesi a causa dell’epidemia da Covid-19. Nell’intento di arginare la diffusione del contagio, il Governo ha dapprima varato il D.L. 23/2/2020 N° 6 e successivamente numerosi decreti attuativi. Oltre alla necessarie prescrizioni restrittive delle libertà personali, il cui scopo è limitare il contatto tra persone fisiche e che tutti abbiamo imparato a conoscere e applicare, il DPCM dell’8/3/2020 ha previsto che “siano adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento da remoto,  comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed evitando assembramenti” (art, 1, comma 1 lett. q).

Inoltre, nel D.L. 18/2020 il Governo ha inserito l’articolo 73 che recita testualmente: “I consigli  dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati dal presidente del consiglio, ove previsto, o dal sindaco, purché siano individuati sistemi che consentono di identificare con certezza i partecipanti, sia assicuratala regolarità dello svolgimento delle sedute e vengono garantiti lo svolgimento delle funzioni di cui all’ art 97 del DL 267/2000, nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente”.

La norma, quindi, pur non vietando la possibilità di tenere un Consiglio Comunale in plenaria seppur rispettando adeguatamente le norme di distanziamento ed evitando gli assembramenti, “raccomanda”, ove possibile, l’uso di collegamento da remoto rafforzando, di fatto, tale raccomandazione con la deroga a quei Comuni che non avessero previsto nel proprio regolamento modalità di svolgimento in videoconferenza. Non solo: la norma impone, per lo svolgimento in videoconferenza, una serie di prescrizioni la cui osservanza, con il poco tempo a disposizione, rendeva tale svolgimento non fattibile nell’immediato.

Il punto quindi non è la possibilità o la volontà di espletare il Consiglio da remoto, quanto la sua fattibilità in ottemperanza alle prescrizioni imposte.

Questo è tanto più vero se si considera che già nella riunione dell’Ufficio di presidenza del 27/3, si era dato mandato agli Uffici di predisporre tutte le iniziative atte a svolgere il Consiglio in videoconferenza, cosa peraltro svolta egregiamente e che ringrazio.

Tuttavia, ricevuta la segnalazione che alcuni Consiglieri non avevano disponibilità nell’immediato di idonee strumentazioni a supporto della videoconferenza, veniva meno l’osservanza delle prescrizioni. Pertanto, si è ottemperato allo svolgimento del Consiglio in modo routinario, grazie alla disponibilità degli ampi spazi forniti dalla sala consiliare e assicurando il rispetto del distanziamento interpersonale e del divieto degli assembramenti.

Su tutti i banchi sono stati posizionati mascherine e guanti che i Consiglieri dovevano indossare, come suggerito dalla circolare degli Affari Generali dello Stato.

Come Presidente del Consiglio Comunale ho comunicato a tutti i Consiglieri presenti che l’amministrazione comunale si era già attivata per la realizzazione della videoconferenza e si era in attesa della disponibilità di idonee strumentazioni da parte dei Consiglieri.

Il secondo elemento riguarda gli otto punti all’ordine del giorno discussi durante il Consiglio, tra cui:

– ratifica di una delibera di Giunta (23/3/2020), relativa a lavori di massima urgenza per il ripristino della fognatura in via Ronca Battista. La mancata ratifica di tale delibera avrebbe comportato un rischio di responsabilità personale e patrimoniale degli amministratori, oltre a un possibile danno per l’impresa che ha eseguito i lavori in emergenza con relativo contenzioso;

– approvazione del regolamento di inclusione sociale per permettere all’amministrazione comunale di concedere aiuti aggiuntivi a quelli già programmati dal Governo, aiuti importanti non solo in questa fase delicata ma anche per il futuro;

– adesione alla Centrale unica di committenza, la cui mancata adesione avrebbe comportato tempi tecnici non compatibili con i termini di scadenza del bando e di conseguenza la perdita per la nostra comunità di cinque milioni di euro di finanziamento a fondo perduto erogato dallo Stato per la tenuta sismica delle due scuole elementari “Marottoli” e “Nitti”.

Punti affatto di secondaria importanza. La loro approvazione ha invece garantito la continuità della macchina amministrativa che ha sempre come principio primo il benessere e la sicurezza di tutta la comunità, e non solo nell’immediato.

 

Il Presidente del Consiglio

Salvatore Gubelli