Consorzio di bonifica Vulture Alto Bradano: Il territorio prima di tutto

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Il coordinamento dei segretari di circolo del Vulture Alto Bradano esprime forte vicinanza ai lavoratori del Consorzio di Bonifica Vulture alto Bradano ed al contempo grande preoccupazione per le vicende che in questi giorni appaiono sulla stampa regionale.

Vicinanza ai lavoratori che ormai da  mesi sono in attesa di ricevere le retribuzioni. Chiediamo con forza al governo regionale di chiarire se e quando potranno finalmente ricevere quanto in loro sacrosanto diritto.

Preoccupazione per l’impossibilità, da parte di un Ente strategico per il nostro territorio, di poter pianificare strategie ed azioni. Una gestione commissariale che da fatto straordinario e contingente diventa la regola (sono ormai 3 anni), una legge di riordino partorita male che da oltre un anno stenta a trovare una definizione a tutela in primis degli agricoltori e dei lavoratori e non in ultimo di una governance improntata all’efficacia ed all’efficienza dei servizi erogati che possa accompagnare ed aiutare il settore primario locale vero le grandi sfide che il nostro tempo ci consegna e che sono sotto gli occhi di tutti.

L’ultima vicenda rilanciata dalle organizzazioni sindacali è quella legata al famoso “Distretto G”, un progetto da 65 milioni di Euro, inserito nel più ampio schema irriguo Basento-Bradano atteso da 40 anni, tassello fondamentale che riguarda l’infrastrutturazione irrigua di un ampio comparto agricolo (14.000 ettari) posto a ridosso del Bradano che interessa direttamente i comuni di Irsina, Banzi, Genzano e Oppido e che indirettamente potrebbe riflettersi in opportunità lavorativa per decine di uomini, donne e aziende lucane, contribuendo al contempo a dare nuova forza al progetto di rilancio dei nostri consorzi e far fiatare il settore edile in crisi come non mai.

Viene da chiedersi come mai un progetto così importante, andato in gara nel 2012, interessato dalla revoca del finanziamento, beneficiato del rifinanziamento nel 2014, che ha esperito le procedure di gara individuandone il vincitore, che ha concluso tutte le successive fasi di verifica e di controllo, che ha visto concludersi l’iter degli immancabili ricorsi, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato che ha riconosciuto la correttezza degli atti confermandone l’aggiudicatario sia ancora al palo.

Ed ancora come mai non si firma un contratto visto che l’aggiudicatario, dopo esplicita richiesta del Consorzio di Bonifica, da giugno ha prodotto le garanzie definitive per la definitiva stipula dello stesso? Dopo tutto questo il Consorzio che fa? Continua a richiedere pareri, questa volta all’Anac per “…sgomberare il campo da ogni indecisione e/o dubbio ancora persistente”. Una sorta di catena di Sant’Antonio dei ricorsi.

A noi tutto ciò non appare chiaro, non appare logico ed a questo punto la domanda nasce spontanea: Cui prodest?

Ci aspettiamo che la Regione intervenga subito ed in maniera decisa affinchè il Commissario straordinario ed il RUP concludano in tempi celeri e definitivamente questa vicenda che se non fosse per le immaginabili disastrose conseguenze che avrebbe sul Consorzio e sulla Regione, revoca del finanziamento e richiesta risarcitoria, entrerebbe di diritto tra le più insostenibili commedie del non senso.

Il Coordinamento dei segretari di circolo del Vulture Alto-Bradano