In ricordo di Antonio Luongo

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Un anno fa moriva prematuramente il mio fraterno compagno Antonio. A quesr’ora in tanti eravamo al San Carlo di Potenza per capire e tentare di farcene una ragione di una scomparsa tanto dolorosa quanto inaspettata. Eravamo lì ad esprimere vicinanza, solidarietà ed affetto alla moglie, alla figlia e ai suoi familiari, ma eravamo lì anche per farci coraggio reciprocamente, per aver perso un carissimo amico, un compagno di tante battaglie ideali, sostenute insieme per il Partito, vecchio e nuovo, per costruire il centrosinistra in Basilicata, per prospettare idee e progetti per la nostra regione, per favorire la crescita di una nuova classe dirigente, per aiutare nell’impegno amministrativo anche nella mia città. L’ho sentito sempre vicino, anche quando abbiamo fatto scelte diverse. Due volte ho pianto per Antonio: quando è stato ingiustamente accusato di corruzione e poi assolto dalla magistratura e quando l’8 dicembre 2015 ci ha lasciati. Stamattina, in silenzio e in modo solitario, sono ritornato a Potenza “a trovarlo” per dirgli un’altra volta GRAZIE per la sua capacità di ascoltare, di costruire, di unire, di non forzare, di tessere fili invisibili pur di non irrimediabilmente lacerare un Partito della sinistra, di centrosinistra che vuole, che può e che deve dar tanto alla società italiana e di Basilicata. Quanta forza e quanta pazienza aveva Antonio! Per questo era ed è amato e stimato da tutti, amici ed avversari politici! Sono stato lì al cimitero a “salutarlo” perchè, pur grato ai compagni e agli amici che hanno organizzato per lunedì prossimo un incontro per ricordare la sua vita e il suo impegno, non sarò presente. Mi dispiacerebbe se qualcuno, sbagliando, utilizzasse parole di divisioni e non di unità. Sono certo di no, tuttavia qualche brindisi post referendum mi ha addolorato e, poichè non sono un ipocrita, preferisco essere solo presente idealmente nel ricordare Antonio. Ultimo pensiero per il nostro Partito di Basilicata: dalla scomparsa di Antonio, è senza guida politica, il che ha inciso negativamente rispetto a scelte istituzionali non condivise. E’ ora di decidere, non con autopromozioni, legittime ma forse ulteriormente laceranti. Servono condivisioni, correzioni e nuovi impulsi istituzionali provenienti dal territorio e nello stesso tempo direzione politica, anche transitoria, che unisca tutti per autorevolezza e per saggezza politica già sperimentata. Grazie Antonio, per l’affetto e l’amicizia. Illumina tutti noi e continua a riposare in pace.

Sen. Giuseppe Brescia