Una politica di prossimità, affinché nessuno resti indietro

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, come era prevedibile, si è rapidamente trasformata in emergenza sociale ed economica per tante cittadine e tanti cittadini.

L’accrescimento straordinario delle difficoltà economiche ha esteso il bisogno di protezione sociale, incrementando le condizioni di povertà causate da diseguaglianze profonde e pregresse, a cui si sono aggiunti i nuclei familiari che si sostenevano attraverso micro-attività autonome, lavori precari o dipendenti, e che ora si ritrovano senza reddito.

È stato chiaro fin da subito che la platea dei beneficiari delle misure economiche introdotte dal governo nazionale era ben più ampia, e che era necessario contrastare tempestivamente l’insorgere di nuove povertà, riconducibili a quelle fasce più deboli del tessuto sociale che sono anche le meno protette.

La I.E.S. – card (Interventi Economici Straordinari) adottata dal Comune di Melfi, che si è aggiunta alla misura dei buoni spesa, va esattamente in questa direzione: sopperire al momentaneo stato di fragilità e vulnerabilità economica delle famiglie che determina l’impossibilità di rispondere ai bisogni primari ed essenziali.

Non possiamo rischiare che questa nuova e dolorosa crisi lasci indietro una parte sempre più ampia di popolazione, perciò la I.E.S. – card, che è un intervento unico nella nostra regione, in una visione generale non solo tampona l’emergenza ma pone le basi per una ripartenza più equa che sarebbe inimmaginabile per numerose piccole attività della nostra città.

Probabilmente essa non basterà e sarà necessario programmare nuovi interventi per far fronte ai mutamenti attuali e futuri, per stare vicino a chi non ha gli strumenti – non solo finanziari – per ripartire, e a chi non avrà la capacità di farlo da solo.

Il nostro lavoro sul territorio, che è politica di prossimità, che sostiene le relazioni sociali e si prende cura delle fragilità, si farà carico – di concerto con la CGIL e con tutte le parti sociali che anche nella fase di lockdown non hanno smesso di dare il proprio contributo – delle istanze provenienti dalle cittadine e dai cittadini che in queste settimane stanno resistendo, anche grazie all’aiuto della fitta rete delle associazioni di volontariato, testimonianza di una comunità solidale e resiliente.